Tecniche di Conservazione e Trasporto del Rum nel 1730
Esploriamo come veniva conservato e trasportato il rum nel XVIII secolo per mantenere intatta la qualità durante lunghi viaggi.
EVENTI STORICI
The Golden Era Rum
4/28/20251 min read


Tecniche di Conservazione e Trasporto del Rum nel 1730
Nel XVIII secolo, mantenere intatta la qualità del rum durante lunghi viaggi marittimi rappresentava una sfida cruciale per mercanti e armatori. Il rum, prodotto principalmente da melassa di canna da zucchero, veniva conservato e trasportato utilizzando tecniche che combinavano esperienza e materiali disponibili, garantendo che il prezioso distillato arrivasse sulle tavole europee, inclusa la Sicilia, senza perdere le sue caratteristiche organolettiche.
La conservazione del rum avveniva principalmente in barili di legno di quercia, scelti per la loro capacità di proteggere il liquido dagli agenti esterni e di favorire un leggero processo di invecchiamento. Questi barili, spesso usati in precedenza per bourbon o brandy, contribuivano a sviluppare aromi complessi, come note di vaniglia e spezie, già durante il trasporto. L’uso del legno era essenziale anche per mantenere il rum stabile durante i lunghi viaggi via mare, dove variazioni di temperatura e umidità potevano compromettere la qualità.
Il trasporto veniva effettuato su navi mercantili a vela, che affrontavano rotte spesso insidiose nel Mediterraneo e nell’Atlantico. Per evitare contaminazioni e perdite, i barili venivano sigillati con cura e sistemati in stive ben ventilate. Inoltre, per preservare il rum dal deterioramento, si prestava particolare attenzione al controllo del livello di alcol, che doveva essere sufficientemente alto da fungere da conservante naturale.
Queste tecniche di conservazione e trasporto erano il risultato di secoli di esperienza e di un sapere artigianale che ha permesso al rum di mantenere intatto il suo valore e il suo gusto, arrivando fino alle terre siciliane, dove oggi continua a essere affinato con la stessa cura e passione.