Rum e Società Siciliana nel 1730: Un Binomio di Potere e Cultura
Come il rum influenzava la società siciliana, dalle classi alte ai marinai, e il suo impatto culturale e sociale.
EVENTI STORICI
The Golden Era Rum
4/28/20251 min read


Rum e Società Siciliana nel 1730: Un Binomio di Potere e Cultura
Nel 1730, il rum si inseriva profondamente nella società siciliana, riflettendo e influenzando le dinamiche di potere e cultura dell’isola. La Sicilia, caratterizzata da una struttura sociale complessa e stratificata, vedeva il rum come un simbolo di prestigio e uno strumento di coesione sociale, presente sia nelle corti nobiliari sia nelle taverne frequentate da marinai e commercianti.
Tra le classi alte, il rum era apprezzato come bevanda raffinata, spesso protagonista di banchetti e momenti conviviali, dove il consumo di distillati esotici sottolineava lo status e l’apertura verso le novità provenienti dal Nuovo Mondo. I mercanti e gli armatori siciliani, che gestivano le rotte commerciali nel Mediterraneo, utilizzavano il rum anche come merce di scambio e come simbolo di successo economico, consolidando così il loro ruolo di protagonisti nel tessuto sociale ed economico dell’isola.
Parallelamente, il rum era parte integrante della vita quotidiana dei marinai e delle classi popolari, che ne apprezzavano il potere calorico e il gusto intenso, spesso associato a momenti di festa e socializzazione. Questo distillato divenne così un elemento culturale capace di unire mondi diversi, dal potere aristocratico alle comunità portuali, contribuendo a creare un’identità siciliana che intrecciava tradizione locale e influenze globali.
Il rum, dunque, non era solo una bevanda ma un vero e proprio vettore culturale e sociale, che rifletteva le contraddizioni e le ricchezze di una Sicilia in trasformazione, dove potere, commercio e cultura si intrecciavano in un rapporto dinamico e complesso.